Partiamo da un dato di fatto: le endorfine fanno bene alla vita, la propria e quella degli altri. Quando ti ritrovi ad aver VISSUTO una giornata in cui hai potuto mettere insieme un po’ di amici, la tua passione più grande, tante risate nel parco più bello d’Italia e un pizzico di romanticismo qua e là…. beh…. arrivi a casa forse un po’ stanchino, ma decisamente bombardato di immagini e sensazioni che non scorderai facilmente.
Ma partiamo dalla gara. Innanzitutto complimenti davvero a chi ha avuto l’idea per questo percorso! All’unanimità quelli del nostro team l’han definito MERAVIGLIOSO…..duro in certi punti, ma decisamente meraviglioso! Partenza da una delle località più affascinanti d’Italia: accanto a Valeggio sul Mincio c’è Borghetto. Il nome già dice molto. Si entra davvero in un’altra dimensione, ove quel ponte, quel fiume, quelle panchine sembrano messe lì apposta da pittori impressionisti per qualche loro opera. L’atmosfera è soave e leggera (in particolare di sera); lo consiglio vivamente a qualsiasi uomo bisognoso di un’ambientazione che faccia da silente alleata.
Ci raduniamo a mezz’ora dallo start per un po’ di stretching. Sei uomini ben “comandati” da Marzia, l’unica donna presente, particolarmente amante di tale importantissima fase preparatoria. Oltre la mezza maratona vera e propria è prevista anche la versione DUO ove il primo staffettista corre per14 Kmfino a Peschiera e il secondo completerà con i
successivi 7. Tra di noi Michele è riuscito a coinvolgere la moglie Cinzia in questa avventura. Anche Silvia e Roberto faranno lo stesso, ma quest’ultimo proverà ad arrivare fino in fondo con lei facendone per la prima volta 21. Mentre tra i runner che faranno la mezza vi sono anche Simone, Michele ed Alessandro. Quest’ultimo rientrato di recente dopola Venice Marathondi un lustro fa, avrà un tifoso speciale all’arrivo che per la prima volta lo vedrà varcare il traguardo. Quindi come avrete capito anche stavolta una giornata fitta fitta fitta di buone novelle da narrare, ma andiamo con ordine…..
Diamo a Cesare TUTTO quello che è di Cesare: nei panni di Cesare c’è il percorso della gara, il cui unico difetto (se proprio vogliamo trovarlo) è di non essere adatto per fare il proprio personal best. Per il resto faccio davvero fatica a ritrovare nella mia memoria una 21 così densa di bellezza, serenità e divertimento. Come detto partenza da Borghetto e poco dopo arriva la prima salita a dare il benvenuto a tutti (saranno poco meno di500 metri, ma subito in principio si fanno ricordare). Poi si costeggia per qualche chilometro il famoso Parco di Sigurtà di Valeggio sul Mincio. Il verde, in tutte le sue tonalità, è il colore dominante su entrambi i lati del tracciato. Si entra poi a Monzambano attraverso due piccoli tornantini e qualche falsopiano apre poi la strada ad un tratto davvero stupendo. La pista ciclabile che porta fino a Peschiera è lunga circa 8/9 Km. Un rettilineo piacevolissimo che ti immerge nuovamente tra alberi, prati e un compagno rilassante sulla destra: il Mincio. Incrocio ogni tanto i miei colleghi pacer e verso il quattordicesimo chilometro li stacco prima di passare davanti al punto di cambio della staffetta. Silvia e Cinzia con i figli sono lì ad attendere il cambio in arrivo. Siamo a Peschiera con il suo litorale sul Garda che viene percorso dai podisti in più punti. Qualche nave e un pizzico di sorprendente tifo teutonico danno colore a una mattinata abbastanza soleggiata. A proposito… faccio nuovamente i complimenti ai vari siti di previsioni: il terrore di tanti nei giorni precedenti per la pioggia (data per certa tutto il dì) è rimasto solo un trailer di un film divenuto solo un cortometraggio per meno di un’ora nel pomeriggio. Diciamolo: ultimamente dove andiamo a correre noi, splende sempre il sole! Ancora tre chilometri sul lungolago accanto ai campeggi, per poi vedere il cartello dei 20, anticipato dalle prime urla di bambini e ragazzi. Comincia l’indimenticabile finale: si entra
a Gardaland dalla parte di Magic Mountain e Sequoia Adventure. Sono le undici passate e il parco è semivuoto, sembra tutto per noi! Il mio bambino interiore svolazza tra le giostre senza fare troppo caso a certe impegnative salite che alcune zone riservano. I “cinque” ai bimbi accanto alle transenne si sprecano. La grande allegria del luogo e la musica a palla dell’arrivo mi fanno planare sotto l’arrivo in versione aereoplanino. Un onesto 1 e 45. Oggi il personale non era l’obiettivo. In piena preparazione per la 100 questa 21 è stata in mezzo ad altre due fatte sabato e lunedì (….l’ultima consegna della mia saggia preparatrice Chiara: 3 mezze in 3 giorni). I vari abbracci e le foto all’arrivo hanno già un posto speciale tra i ricordi più gioiosi e, a tal proposito, ecco una piccola meritata carrellata sui miei compagni di viaggio di questa splendida giornata (….detto tra noi…. stavolta vi prendete tutto il “pacco dono” perché sono certo che da una parte o dall’altra qualcosa di buono c’è per chiunque….).
Un sorprendente Michele ed uno scalpitante: appena chiuse le ali del mio aereoplanino trovo uno dei due Michele già atterrato da un minutino. Sono contento per lui, partito col profilo basso e arrivato almeno 5 minuti sotto le sue aspettative iniziali. Il suo omonimo ha dato il cambio alla moglie (bravissima) con la voglia di andare oltre. Forse è pronto o forse no…. o forse la sua 21 d’esordio, da ex pilota, non può che essere la mezza che partirà dall’autodromo di Monza il 16 Settembre.
Il mio collega Alessandro e il suo piccolo grande fan: quando fece la maratona di Venezia la moglie Maria era in dolce attesa. Ora il frizzante Andrea ha l’età giusta per tifare papà all’arrivo, per ritirare la medaglia con l’effige di Prezzemolo e, soprattutto, per divertirsi come un matto sulle giostre su cui può salire. Dopo il suo rientro alla mezza dei Dogi, sono felice di aver condiviso con Ale, una così piacevole esperienza… il tutto ben al di fuori dal nostro abituale ufficio
Simone e la sua nuova continuità: qualche mese fa ha detto stop alle gare da42 Km e ha iniziato ad alternare bici e corsa. Da quel momento non v’è stato più nessuno di quegli stop fisici che rompevano il ritmo (e non solo quello). Mi piace notare che quando capisci che è il momento di cambiare in qualche modo “strada”, prendendoti un po’ di coraggio per farlo, improvvisamente tutto inizia a girare un po’ meglio. Dai Simone che il primo Duathlon ti sta venendo incontro!
L’ultima corsa della mia nuova “bike-assistant”: la decisione è presa (“presa” come lo direbbe Jonny Groove). Stavolta la vedo motivata sul serio! Mia moglie ha tagliato il traguardo sotto le due ore, chiudendo per qualche settimana con la corsa. Qualche giorno fa, di fronte alla scoperta di potermi seguire in bici durante la100 Km, la luce apparsa nei suoi occhi era davvero brillante. L’originaria preoccupazione ha fatto spazio alla motivazione per allenamenti in salita sulle due ruote. Vuole essere lì al mio fianco ed io ne sono proprio felice…. come direbbe Checco Zalone “Siamo una squadra fortissimi!”.
Che spettacolo Roberto e Silvia: li ho tenuti per ultimi perché il fermo immagine più bello sotto la finish line è sicuramente la loro. Con la magliettta uguale, griffata “Giulietta e Romeo Half Marathon”. Con le braccia belle aperte. Col sorriso misto a un po’ di sana fatica. Con lo speaker che acclama in modo indimenticabile il loro arrivo. Con tutto questo…. signori della giuria…. la sentenza è che quei due stanno troppo bene insieme!
Dopo la pioggia di Atlantide è il momento di volare su Raptor:
permettetemi di concludere questa escursione fatta di running e non solo con un paio di cenni legati al pomeriggio nel parco: quella dove il bambino interiore di tutti noi è tornato a GODERE tra il Colorado Boat e il Top Spin.
Dopo vari giri su attrazioni tranquille c’è stato un temporale breve, ma intenso. Una volta finito restava solo l’ultima ora a disposizione per quelle due emozioni che non si cancelleranno facilmente. Alessandro, il figlio di Michele, ci ha trainati verso Atlantide, siamo saliti mentre pioveva ancora, ma tanto quella grande barca ove si sale ci avrebbe regalato presto altri umidi impatti. Ho una certezza: quella seconda folle discesa tra urla, risate e inzuppamenti generali resterà nella memoria di chi c’era, proprio perché potrà dirlo. Quel sole apparso appena scesi mi ha fatto riflettere che, se avessimo deciso di fare un altro giro, in nessun modo avrebbe potuto essere così speciale come quello appena concluso. L’unicità va sempre valorizzata in qualche modo!
Mancava l’ultimo atto: era giunto il momento della grande novità dell’anno scorso: Raptor. Sono quasi le sei: il parco sta per chiudere. Siamo io, Marzia, Simone e, soprattutto, Marika che ha deciso di buttarsi e di superare una sua paura. Quello era il momento! Uno degli assistenti ci annuncia che la giostra è partita per l’ultimo giro. Non è possibile…. insistiamo gentilmente e andiamo alla ricerca di uno sguardo accondiscendente dell’altra manovratrice. Quello che è successo non è facilmente spiegabile… la sensazione è stata che, senza troppe parole, avessero capito che “dovevano” farcelo fare e così è stato! Siamo saliti e ognuno l’ha (stra)vissuta a modo proprio: chi pietrificandosi, chi ridendo e chi urlando follemente. Piroette mozzafiato che danno letteralmente la sensazione di volare come su un Mig a cielo aperto. ESALTANTE! Questa è la parola più adatta per racchiudere le tante endorfine fluite e condivise in svariate ore di una giornata che andrà raccontata ai nipotini…. mentre giocano, ridono e corrono ovunque…. con la loro instancabile spensieratezza che, forse, più di qualcuno il 6 Maggio2012 hariassaporato di nuovo. Grazie a tutti!




























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